“SONO UN CAMPO COLTIVATO A MAGGESE”

Dopo il crollo a causa della malattia , ho spesso combattuto per non tornare indietro alla Donatella del passato, seguendo la naturale tendenza della mente a ristabilire l’ equilibrio precedente. 

Niente più funziona come prima ci tengo sempre a ribadirlo, ed in AUTOMATICO invece si cerca il vecchio equilibrio che non è più disponibile.

E’ cambiato il corpo, mancano degli organi, ci hanno messo le mani dentro addirittura. Di me hanno fatto terra bruciata per salvarmi la vita. Ma c’è una memoria che sopravvive ed all’inizio sembra di ascoltare un fantasma di qualcosa che però ha smesso di funzionare.

Sapete? La terra bruciata è quanto di più fertile ci sia. Spesso in agricoltura si lasciano dei campi puliti ma vuoti per un anno almeno (anche due), i campi coltivati a maggese, i campi dell’attesa.

Io sono un campo coltivato a maggese, uno di quei campi aperti, apparentemente spogli, ma che in realtà stanno in attesa per ricostituire l’humus che accoglierà i nuovi semi portati dal vento.

L’evento più inatteso della mia vita ha fatto entrare una meraviglia inaspettata, in cui ho tutto il tempo di ascoltare. In realtà in questo anno e mezzo dal grande cambiamento, io ho potuto solo ascoltare ed osservare, e quando non l’ho fatto mi sono sentita davvero perduta, in quel “durante” in cui non ero, non sono ancora IO.

L’ ascolto ti salva la vita. Nei mesi della diagnosi del tumore spesso ho pensato che se mi fossi ascoltata di più… forse….

Io mi sentivo strana, già qualche mese prima, ma c’era il covid, tanto lavoro in più in studio, pensavo di essere solo stanca. E così era in effetti, ma non mi sono fermata, fino a che il mio corpo non mi ha dato dei segnali chiari. Gli altri erano sempre più importanti di me.

Dopo lo stop forzato e benedetto se non si cambiano le priorità non serve a nulla fermarsi: ed infatti la maggior parte di noi non si ferma.

Occorre una vigilante cura di sè per evitare in gimkane d’amore gli autosabotaggi che tentano di ristabilire il “prima” che non è più funzionale.

Con l’aiuto dei miei terapeuti, del mio “Dream Team” di guarigione, ho lasciato cadere tutti i vecchi progetti,  addirittura il mio vecchio e amatissimo lavoro di psicologa, e mi sono lasciata essere un campo coltivato a maggese, un campo che sa aspettare il nuovo secondo cicli che non dipendono da me (e per fortuna, altrimenti io ci inserirei il mio passato e nulla cambierebbe!).

Devo molto alle mie esperienze nella Natura. Lavorando con Lei per tanti anni, ho ricevuto in dono una certezza: lei ricomincia sempre, e dunque perchè non io? Che come lei sono fatta di terra ed acqua, di corpo e sangue?

Quel campo è nuovo e sconosciuto e finché non si riconosce la sofferenza a cui siamo devoti da sempre, e non la si lascia andare, il nuovo non può entrare .

Come può entrare in campo il Miracolo se non gli lasciamo lo spazio?

Vivere è un levare via ostacoli alla Grazia che tenta di riempire continuamente le nostre vite. Come fanno gli artisti scultori, che per creare levano via materiale che ostacola l’emersione del nuovo.

E gli ostacoli, spesso, siamo noi. 

Vista dall’esterno, è da folli annullare progetti sicuri, così, da un giorno all’altro, eppure è questo che fa un campo coltivato a maggese: fa spazio all’ignoto.

La sfida è resistere alla tentazione dei ricordi del passato: ma da soli è difficile, ci vogliono i “guardiani” e le guardiane” quelli che ti guardano le spalle e ti dicono : non di là Dona, di là si torna indietro….

I guardiani: sorelle e fratelli, compagni di viaggio, terapeuti, amici e amiche e, naturalmente Lei, la Natura.

Un’ altra sfida è FIDARSI di loro. Provare a dire : ok, non vedo non sento non capisco ma mi fido della Vita e di voi.

Per questo quando ieri, alla vigilia di un evento importante per me, sono caduta fisicamente per strada, non mi sono meravigliata affatto. Sono caduta perchè poche ore prima non avevo ascoltato la mia stanchezza e ci ho letteralmente sbattuto la faccia.

Non lo farò più? Oh si che lo farò, ed ogni volta mi amerò più di prima e mi rialzerò, e vi racconterò come ho fatto ad alzarmi di nuovo e ancora di nuovo, mentre mi appoggerò ad un abbraccio per riderci un un pò su magari piangendo. Come ho fatto per strada mentre mi aiutavano.

E lo so che vi pare vi stia confondendo. Ma se guardate bene non è cosi.

Ho scritto 3 articoli che segnano per ora i primi quattro passi nel cammino di rinascita dopo un tumore o un evento inatteso; segnateveli sul diario se volete:

  1. Il Cambiamento che accade solo, paradossalmente, se per manifestarci, decidiamo di non cambiare più nulla
  2. Il diario, il raccontarsi per segnare i passi e mettere i confini al passato che tenta di ritornare
  3. L’ascolto continuo di sè perchè una volta non basta: si affina continuamente come l’orecchio di un musicista
  4. Il levare gli ostacoli scoprendo la bellezza dell’attesa, fermi, senza progettare o seminare nulla, solo per un pò.

Come un campo coltivato a maggese.

Donatella

P.S. : Su questo argomento vi segnalo un libro speciale, piccolo ed intenso: IL GIARDINIERE DELL’ANIMA, di Clarissa Pinkola Estes – Edizioni FRASSINELLI , di cui non ho volutamente inserito citazioni perchè ve lo lascio scoprire da soli.

Armatevi di meraviglia e buona lettura!

Pubblicato da Donatella Ponterio

Sono qui per trasmettere le mie esperienze di vita attraverso l'esercizio della consapevolezza tramite il cibo, il vino e le camminate in mezzo alla Natura. Sono disponibile a dialogare anche in lingua Inglese, Francese e Spagnola. Food Personal Trainer, Walking coach - Out-door Educator (facilitatore in NatureTherapy (c) ) Awareness personal blogger, Danzatrice, I'm here to helping others telling my story, giving my experience in natural cooking and personal awareness blogger online and in the middle of Nature (outdoor education) . I offer my services also in English, French and Spanish language. Food Personal Trainer, Walking coach - Out-door Educator (facilitatore in NatureTherapy (c) ) Awareness personal blogger, Danzatrice, CONTACT ME +393465833377 - info@donatellaponterio.it

11 pensieri riguardo ““SONO UN CAMPO COLTIVATO A MAGGESE”

  1. Grazie Donatella, dovremmo riflettere e “fidarci” permettendo a noi stessi e ad altri di ” nutrirci” del “nuovo” lasciando andare con gratitudine quello che un tempo ci è servito ma che oggi ci fa male. ❤️

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  2. La cosa più importante sta nel fidarsi.
    Se hai fiducia che tutto ciò che accade è per aiutarti a diventare ciò che realmente sei, e non ciò che la tua società ti ha imposto di diventare, troverai persone e strade che ti Saranno d’aiuto.
    Smantellare vecchie abitudini e cambiare vecchie strade per scoprirne di nuove é da coraggiosi, o da disperato. Io ero la seconda quando ti ho incontrata, e adesso mi accorgo di essere diventata coraggiosa e la memoria insite nel mio cuore mi dice che sono nata coraggiosa e poi la mia società mi ha trasformato in una disperata! Preferisco di gran lunga essere Irene la Coraggiosa e ringrazio il cielo per aver messo sulla mia strada te che mi hai aiutato a ricordare ciò che sono sempre stata.
    I cambiamenti fanno paura ma i coraggiosi affrontano tutto senza voltarsi dall’altra parte.

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  3. Ti ammiro profondamente Donatella! Uno scritto bellissimo, un dono bellissimo! Credo che in tanti e in tanti modi diversi stiamo affrontando cambiamenti e rivoluzioni dentro e fuori e le tue parole offrono spunti di riflessione potentissimi. Grazie di vero cuore Donatella!

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  4. Grazie Donatella per quello che hai voluto e saputo trasmettere. Hai risvegliando a persone come me, la curiosità di conoscersi meglio per dare un senso al presente e futuro per focalizzare le proprie priorità. Una introspezione come l’hai fatta tu aiuta non solo chi ha vissuto o sta vivendo le tue stesse problematiche ma anche a chi, per distrazione, per paura o per presunzione, non le ha mai considerato ed affrontate. Il mio è un grazie personale perchè attraverso le tue vicissitudini mi hai indicato un percorso che per ora non avevo neppure intravisto.

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      1. Un dono la scrittura che non è dato a molti…grazie per condividerlo….grazie per dare voce alla tua esperienza personale …permettendo a chi vive situazioni di malattia e non solo, di trovare nel tuo blog l’esempio. Grazie

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