DALL’ ALTRO LATO DEL DOLORE

” Quando canto, i problemi possono sedersi sulla mia spalla e neppure me ne accorgo. “

– Sarah Vaughan –

Esistono tre territori per noi esseri umani: quello fisico, quello mentale-emotivo e quello spirituale in cui si può percepire l’anima. Questi territori hanno dei confini non precisamente netti, perchè in effetti sono interconnessi.

Nelle situazioni di crisi e di cambiamento improvviso ed ineluttabile come è successo a me e succede alle persone che si ammalano o hanno incidenti e traumi inaspettati, il passaggio da un territorio all’altro, la connessione interna, viene temporaneamente interrotta. Per cui si finisce per vivere in uno solo dei tre (quello che ci assorbe di più) e si trascurano gli altri. Dopo “l’incidente” di percorso si è catapultati in una di queste tre dimensioni come se gli altri territori non esistessero o potessero essere messi in stand-by. Eppure senza i tre INSIEME non si può vivere.

Naturalmente io per prima mi sono rivolta ad una psicologa per riconnettermi a me oltre il trauma, il dolore, ma il cervello ha anche altre risorse, che dipendono da noi, alcune pure ancora inesplorate. Ed io le strade le ho tentate tutte, credendo anche nel mio spirito indomito che già mi aveva dato prova di esistere.

Si, avete capito bene, vi sto offrendo la mia visione secondo la quale noi NON ABITIAMO solo dove si soffre (il corpo), o dove si può IMPAZZIRE (la mente), o nella dimensione emotiva vicina all’anima con la quale preghiamo e crediamo in altre realtà e speranze. Secondo la mia esperienza noi RISIEDIAMO da un ‘altro lato, mentre viviamo con tutto il resto.

Questo come l’ho capito? Perchè sono sopravvissuta al dolore, alla morte alle perdite alle malattie mie e dei miei cari e sono ancora qui, ma non con la memoria di ciò che ho perso, bensì con la certezza di CIO’ CHE SONO veramente e con tanta, tanta paura in meno.

Vi chiederete come mai proprio oggi mi è venuto in mente di scrivere di questo….. beh, per due motivi:

– E’ di questi giorni la notizia che sono state viste immense particelle dell’Universo finora sconosciuto che contengono in pochissimo spazio infinite galassie. Per cui l’asticella del “conosciuto” si è spostata di un bel pò, e quindi ci provo anche io. Non tutto quel che non vediamo non esiste! Ma è solo questione di tempo fino a che non si riveli o non ci venga rilevato.

– Io stessa ho avuto più volte l’esperienza che seppure nel dolore, c’è un luogo ed una condizione dove esso non si percepisce in maniera insopportabile; uno stato di coscienza in cui non lo sentiamo e che ci porta a vivere con profonda gioia e speranza anche le cose più brutte. Un luogo accessibile con determinate tecniche (o chiamateli pure rituali, perchè la preghiera e la meditazione sono tra questi) che se AGGANCIATO stabilmente nel tempo ci consente di vivere la vita in un’ altro modo, DALL’ALTRO LATO appunto.

Esiste un timoniere, un coordinatore dei tre territori che in effetti è un quarto territorio. Esso è la nostra CONSAPEVOLEZZA che vede e sente le tre dimensioni dell’esistenza, tenta di armonizzarle, preesiste inconsciamente e le assiste mentre memorizza le esperienze . Lo stato della coscienza è il TERRITORIO DELL’ESSERE ESSENZIALE, quella parte di noi immateriale che lentamente nasce, cresce e si risveglia in questo corpo fino a diventarne il padrone di casa. Il che sarebbe auspicabile perchè questo territorio sta DALL’ALTRO LATO DEL DOLORE ovvero, in una dimensione dove non si vive con il senso del giudizio e del male che può colpirci come accade negli altri 3 territori: si vive al di là dei brutti pensieri.

Questo luogo E’ LA NOSTRA VERA CASA, la nostra RESIDENZA spirituale. La nostra fonte di vita inesauribile, lo spazio in cui possiamo immergerci per ottenere risposte ed energie che avevamo dimenticato, il luogo sicuro dove niente e nessuno può danneggiarci, e dove è più facile ricordare che non siamo fatti solo di carne e sangue e cellule o pensieri che impazziscono.

Certo le cose ci succedono e fanno male , a quanto pare questa è la visione comune, e le persone che sono positive e sollevate anche in situazioni drammatiche ci sembrano quasi miracolate, eppure è possibile sentire quelle energie vive anche nei momenti più difficili, l ‘importante è concentrarci su ciò che non muore mai, come la natura …a cicli si trasforma ma non muore.

Si tratta di ritrovare una diversa POSIZIONE che viene da una SCELTA nostra. Io ho scoperto in questo lungo anno tra un controllo e l’altro, che avrei potuto rimanere spaventata e senza speranza, oppure: posizionarmi in quella parte di me che non muore, ha una serenità di fondo ed è ciclica e libera.

Questo modo di pensare è possibile e fino a prova contraria, l’unico che ci consente di non vivere in attesa di notizie di peggioramenti e quindi nella paura. Non vivere nella paura si traduce anche a livello ormonale in uno stato di benessere basale che non mantiene il corpo in allarme, lasciandolo invece nelle condizioni di produrre gli ormoni non antagonisti al benessere (ossitocina ed oppiacei interni) , che tanto sono coinvolti nelle remissioni del cancro e di ogni malattia.

E seppure non vogliamo credere che una tale residenza esista, prima proviamo a contattarla con chi ci sa andare in quella casa. Credenti o no quella casa ci appartiene. E’ una zona franca utilizzata dallo stesso cervello che attraverso dei rituali consente al corpo ed alla mente di funzionare meglio. Io la chiamo la casa del mio spirito più alto e l’ho provata. So anche come ci si va. So che è da lì che proviene gran parte della mia gioia, e che quando non ho mezzi più fisici a disposizione come le carezze o un cibo buono e la mia psicologa in quel momento, io posso andare li. Un luogo sicuro. Ora più importante che mai.

Provarci è necessario ed utile. Le condizioni ideali sono quelle in mezzo alla natura, o immersa nella musica – per me la musica celtica per esempio – . Nella natura, con la musica e con le preghiere o le meditazioni i nostri emisferi cerebrali si pongono in uno stato in cui emettono determinate e precise onde che abbassano l’ormone dello stress ed alzano la soglia del dolore. Anche l’ambiente può curare cosi come può ammalare.

Abbiamo tanti strumenti a disposizione. Non Trascuriamoli !

Lascia detto cosa ne pensi nei commenti, e se vuoi provare uno dei rituali del Metodo dei Cicli provato già da tante “donne in cammino” contattami qui .

A presto, e sempre grazie per leggermi!

Donatella

Pubblicato da Donatella Ponterio

Sono qui per trasmettere le mie esperienze di vita attraverso l'esercizio della consapevolezza tramite il cibo, il vino e le camminate in mezzo alla Natura. Sono disponibile a dialogare anche in lingua Inglese, Francese e Spagnola. Food Personal Trainer, Walking coach - Out-door Educator (facilitatore in NatureTherapy (c) ) Awareness personal blogger, Danzatrice, I'm here to helping others telling my story, giving my experience in natural cooking and personal awareness blogger online and in the middle of Nature (outdoor education) . I offer my services also in English, French and Spanish language. Food Personal Trainer, Walking coach - Out-door Educator (facilitatore in NatureTherapy (c) ) Awareness personal blogger, Danzatrice, CONTACT ME +393465833377 - info@donatellaponterio.it

11 pensieri riguardo “DALL’ ALTRO LATO DEL DOLORE

  1. Il dolore necessario per capire i ns limiti e risorse…opportunità grazie perché ci offri la possibilità di crescere sempre.

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  2. Grazie per questo tuo contributo che vibra in risonanza con tutta la bellezza del giardino in cui sono e con il giardino interiore. Mi sento più leggera dopo aver letto le tue parole che hanno risvegliato il potere della consapevolezza.

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  3. Sai a me capita anche di avvertire, anche se per pochi attimi, questa sensazione di essere quasi in un altra dimensione. Particolarmente da qualche anno dopo avere vissuto “una brutta esperienza” rischiando di morire o peggio la paralisi a vita. Apprezzo tanto il tuo scritto.

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    1. Grazie infinite. ❤️
      Ed io apprezzo la condivisione del tuo vissuto. Queste esperienze ” al limite” cambiano la vita , ma anche in meglio se lo scegliamo! Spero continui a seguirmi! Puoi se vuoi iscriverti al blog.

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      1. ¡Precioso artículo: una llamada a la unidad interior! O vivimos como unidad, o no vivimos, pues no se puede vivir a trozos. Al estar unificados se hace presente nuestro propio centro. Ahí encontramos un refugio donde sentirnos protegidos, y un hogar lleno de luz y gozo.
        Gracias, Donatella, por tus sabias palabras, que aportan claridad, estímulo y guía.

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