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RINNOVARE L’AMICIZIA

Tra gli obiettivi di questo  blog vi è quello di dare spazio a tutti i nutrimenti dell’anima.

Le feste in natura ed i rituali con l’acqua e le erbe aromatiche fanno parte di questi nutrimenti.

Dopo due mesi dall’intervento chirurgico mi sono trasferita in campagna e le erbe, l’orto e gli alberi mi hanno aiutato a rinnovare l’amicizia con me stessa, attraverso il cibo buono ed amorevolmente raccolto e cucinato.

I profumi mi hanno aiutato  a non avere pensieri; le mani in pasta in cucina anche, ed io poi sono un’appassionata  dell’uso delle erbe aromatiche e delle spezie nei cibi e nella cura di me , che nelle mie condizioni sono più che indicate.

La Natura è,  da sempre,  la mia alleata. Lo è stata quando facevo la psicologa ed avevo lo studio in mezzo ai boschi “outdoor” e ancora di più lo è stata e lo è ora durante la mia convalescenza.

Noi SIAMO la Natura e funzioniamo a cicli come Lei.

Esiste una Terra fuori ed una TERRA DI DENTRO.

Cercare di avere una vita lineare resistendo ai cambiamenti o pensando di dirigerli o governarli  crea uno stress indicibile, mentre riconnetterci a Lei (che cambia ogni secondo della sua vita e non si dispiace dell’alternarsi delle Stagioni)  con la maggiore lentezza possibile anche una sola ora a settimana ha degli effetti incredibili (ed anche verificati scientificamente!) .

I cicli della Natura sono 4 di base (equinozi e solstizi) ma altri 4 momenti di festa e di cambiamento in agricoltura che sono intermedi si avvicendano durante l’anno come ad aiutare  il suo stesso lavoro e dare il tempo a noi per prepararci ai grandi cambi di ciclo e di temperatura. Di questo vi racconterò spesso sul Blog.

Oggi è proprio uno di quei giri di boa, perché oggi,  il 21 alle ore 11.13 c’è  stato il passaggio astronomico all’Estate.

Qui in Calabria è già tempo di mare ma non ancora di raccolto.

Metaforicamente Il sole del solstizio è il sole al suo massimo grado (zenit) di “vittoria “ possibile sulle tenebre dell’inverno.

Ed io, lo sapete, ho tanto buio da lasciar andare, tanti cattivi pensieri, e così  tanti dubbi sul futuro!

Da oltre 25 anni festeggio i passaggi solstiziali con il mio gruppo di #donneincammino

Perché si può attraversare tutto  a patto di non essere da sola, e se altre ti fanno da “ Angeli Guardiani “ e ti ricordano che sei bella così come sei, sempre, è meglio. INSIEME è meglio!

Anche se le età cambiano,  la nostra bellezza non svanisce perché viene da dentro, come il sole che andremo ad accumulare da oggi fino a settembre.

Per me e per le donne in cammino il culmine del sole che porta l’Estate con sè, sta nella notte tra il 23  ed il 24 giugno, festa di San Giovanni (durante la quale in molti paesi della Calabria si accendono fuochi grandissimi).

E’  il periodo migliore per raccogliere l’iperico detta “erba di San Giovanni” e altre piante officinali da usare per il rito di purificazione e per la festa del Commaraggio.

L’iperico è un balsamo per tutte le scottature, quelle  esteriori (eritemi, bruciature) ma anche quelle interiori, perché in farmacopea è usato come anti-depressivo.

Da tempi millenari si preparano mazzetti di Iperico e di Lavanda che ne rafforza gli effetti rilassanti, assieme a tutti i fiori gialli e bianchi e poi si scambiano con una altra donna  assieme ad un piatto di frutta, scegliendo una comare/ amica per la vita, o rinnovando una vecchia amicizia già presente. Mia madre mi racconta che quando lei era giovane oltre ai mazzetti  si scambiavano  anche delle bamboline, le pupazze di San Giovanni.

Nel corso poi della notte del 23, si mettono i fiori profumati in una grande bacinella di acqua da esporre alle energie ed alla rugiada della notte.

Potete  preparare l’Acqua di San Giovanni come facciamo noi raccogliendo il 23 Giugno lavanda, artemisia, malva, fiori e foglie di menta, rosmarino e salvia, ma anche fiordalisi, papaveri, rose o camomilla, ginestra, biancospino , gelsomino e naturalmente iperico.

Una volta raccolti,  si attende che il sole tramonti e si mettono in una bacinella d’acqua ben capiente, per poi lasciarli sul balcone o sul davanzale o in giardino per tutta la notte, in modo da far loro assorbire le proprietà benefiche della rugiada notturna.

Al mattino quell’acqua, privata dei fiori (che io metto in una ciotola di vetro con altra acqua sulla mia tavola) va usata per le abluzioni di tutto il corpo, prima di tutto occhi e genitali,  mani e viso, e poi su tutto il corpo, portando  via così  i pesi energetici dell’ inverno e sancendo la vittoria/ rinascita del sole già allo zenit vincendo le tenebre dentro e fuori di noi.

Si celebra sempre, anche  per quello che la vita ci ha portato via e che evidentemente non ci serviva. Ricordate il “levare” di cui ho scritto:”Vivere è un levare via ostacoli alla Grazia “che tenta di riempire continuamente le nostre vite. Come fanno gli artisti scultori, che per creare levano via materiale che ostacola l’emersione del nuovo.

Ecco…anche LAVARE VIA è utile , specialmente in preparazione al raccolto di luglio. Fare il vuoto per riempirsi di nuovo!

LAVARE VIA per esempio le aspettative per “la vita come la volevo io”, immergendomi nell’acqua profumata e carica di vita, completamente.

Voglio darvi anche  un cenno sul significato delle tradizioni e dei riti durante un cambiamento forte. Spiegare che è importante ritualizzare gli accadimenti buoni o cattivi, perché i riti sciolgono il dolore, ed essendo per lo più collettivi, sono estremamente efficaci, perché lasciano la carezza della speranza la leggerezza nell’Anima anche solo per una notte. E sapete quanto io sia convinta che essere felici per un minuto basta, a volte.

I rituali che tutti in qualche modo abbiamo sperimentato nella nostra vita (anche il compleanno è un rituale!), ci danno:

  1. Senso di Appartenenza:

riflettono i nostri valori condivisi e ci fanno sentire parte di una famiglia allargata

essere Comari o Compari di San Giovanni spesso ha una valenza più forte del legame di sangue.

  • Senso di Affinità:

tendiamo a ripetere i gesti  di chi ci circonda per creare un legame. Sapete anche perchè? Perché la creazione di legami produce in noi una cascata di ormoni del benessere (ossitocina, endorfine, tutte con effetti calmanti)

  • Collante sociale:

ripetere insieme dei gesti, seguire un altro che li fa magari in maniera sincronica, allerta i sensi contemporaneamente in tutte le persone coinvolte in un gruppo. Nella mia vita precedente i gruppi sono stati veramente la mia salvezza, e l’aggregazione sociale ora più che mai è una medicina!

  • Imitazione di buone pratiche:

se lo fa mamma, nonna , la mia amica, io la seguo e imparo (non a caso nelle feste rituali si cucinano cibi speciali tutti assieme e  solo in quel momento) e dunque sono anche un metodo si apprendimento e di trasmissione di conoscenza, anche perchè saranno con noi le nostre figlie piccole!

  • Scompare la paura di stare da soli:

per tutta la durata del rito la paura di essere o stare soli che causa l’aumento degli ormoni dello stress che dispongono alla malattia, si dissolve, si stempera nei giochi e nel preparare le feste in compagnia.

  • Spesso la fede non c’entra:

Ma ha una grande rilevanza, perché comunque in quel preciso momento in mezzo ad un bosco o in una chiesa, noi siamo uniti verso un unico intento; stare bene insieme e soprattutto RINGRAZIARE. E la Gratitudine è il ponte verso lo Spirito, ovunque o comunque voi lo vogliate rappresentare.

I riti sono dunque un nutrimento per l’anima!

Vi invito a leggere il mio post su Instagram e a diffondere questo articolo tra le vostre più care amiche, disponendovi insieme a seguire i cicli della Natura benevola e forte che non ha mai, MAI, paura della morte.

Vi auguro una bellissima estate, una bella  preparazione delle Acque e nuove amiche e amici perché il commaraggio sapete,  vale anche per gli uomini!

BuonSolstizio ❤️! E a presto con le foto …🌊🌈☺️

Donatella

#naturecyclehealing #ilciboticambia  #rituals #women #donneincammino #feliciperunminuto #foodforhealing #nutrimentiperlanima

Le Donne in Cammino….. sono le DONNE DEI SEMI della Terra, che come essi sanno morire e rinascere ad ogni ciclo necessario……

IL CIBO HA IL PROFUMO DELLA MEMORIA

A volte il passato è un peso…..A volte un balsamo…

Dipende dove ci posizioniamo noi con la nostra mente: abbiamo sempre una scelta.

Non siamo vittime del passato e possiamo distillare ricordi e storie per avere incentivi e non affossamenti o riedizioni di traumi.

Se per esempio io mi concentrassi sul tumore, sul fatto che potrebbe tornare, non alimenterei la mia vita, ma la mia morte, e soprattutto mi dimenticherei di essere grata a quello che ho e che , tra le altre cose, ho la possibilità di avere e mangiare.

Tutto sta ad usare ogni possibile veicolo per la Gioia, si beh sono tantissimi a dire il vero, ma uno in particolare è proprio insito in noi.

Questo veicolo è il cibo.

Sin dal concepimento siamo immersi in nutrimenti, nei liquidi cellulari quando siamo ancora un feto, nel liquido amniotico per 9 lunghi mesi, perchè siamo fatti di liquidi nutrienti, emozioni incluse, che altro non sono che amore liquido, gioia distribuita in tutto il corpo con effetti altamente impattanti sulla nostra vita.

Il cibo le emozioni le veicola e non solo, proprio le porta in noi, perchè come noi abbiamo un anima emotiva cosi la ha il cibo in tutte le sue versioni. Ha un’anima e precise sostanze che suscitano in noi altrettanto precise reazioni biochimiche nel corpo.

Che immensa ricchezza poter scegliere quali emozioni immettere, quali emozioni trasmettere e con quali emozioni cucinare per donarci alle persone!

la prima cosa che ho fatto alla diagnosi del cancro dopo aver pianificato l’intervento chirurgico, è stata quella di cercare un nutrizionista che fosse anche oncologo. Ho studiato per anni la nutrizione, tanto da sapere che la mia battaglia la avrei condotta prima di tutto nell’intestino, nel mio microbiota. Universo nell’Universo, laboratorio infinito ed interconnesso con me, i miei pensieri, i miei umori e perfino i miei gusti e le mie relazioni. ed è per questo che sono riemersa con questo progetto: trasmettere la vita così come la conosco attraverso la natura ed il cibo.

Cosi ho ripreso in mano la mia arte in cucina, tutta la mia esperienza di 30 anni di cuoca mediterranea e calabrese con un occhio alla macrobiotica, però questa volte a mio servizio ed a servizio della salute.

A me hanno insegnato che il cibo ti cambia , diventa NOI, ci cambia le cellule, l’umore. Così come mi hanno insegnato che cucinando puoi cambiare anche l’umore delle persone per cui cucini, perciò sono addestrata a cucinare con vera gioia.

E poi l’ho imparato da piccola. Nella seconda Scuola: la cucina di Mamma Elda.

Mi vedo ancora con gli occhi a bordo tavolo, che vedo solo le mani muoversi di mamma o di Zia Angelina o di Nonna Anna o di Emma la bambinaia che viveva con noi, che cucinano pasticciano, odorano, salano, amano attraverso il cibo mentre parlano e scherzano con una luce speciale negli occhi.

Il cibo è una coccola sin dal concepimento e ancora di più lo diventa alla prima fantastica ciucciata dal seno di nostra madre, dove impariamo il gusto del primo cibo, del succhiare e si…anche del baciare: quella è la prima scuola. La funzione del seno materno non è solo quella di nutrire con il latte, ma anche di insegnare l’amore e la fiducia nel mondo.

Se osserviamo le foto di bimbi che allattano, i visi esprimono il godimento che sta nell’abbandono e nella fiducia di chi li sta abbracciando. Se questo rapporto con il seno materno o con il nutrimento comunque trasmesso da chi ha la funzione materna (anche senza allattare ) ed è pienamente goduto, questo piacere verrà ricordato per sempre e ricercato anche negli scambi di piacere adulti, e nel cibo sano (anche nel cibo di conforto in verità, ma di questo parleremo).

Il piacere si impara! E quindi anche il piacere di mangiare e di fare da mangiare ha una storia (e si, ogni Chef ha sicuramente una storia con una origine simile, ma anche questa è da raccontare un’altra volta).

In questo weekend trascorso in immersione in natura nella mia Sila, dove ho camminato mangiato e finanche dormito in mezzo ad un bosco, in mezzo alle proprietà curative dei Pini secolari che innalzano le difese immunitarie ed il numero delle nostre cellule killer dei tumori, ho riattinto alla mia memoria ed ai suoi profumi.

L’acqua innanzi tutto, il primo veicolo dell’amore, dentro le nostre cellule al 70%, in Sila è fresca e microbiologicamente viva, è un nutrimento in sè. E depura. Inoltre anche l’acqua ha una memoria e quella buona aiuta a fare pulizia del passato e lascia solo i bei ricordi, a me in questi giorni ha ricordato il Nonno Bà, che tanto amava la Sila ed i suoi sapori.

Il caso ha voluto che io trovassi le fragoline di bosco, le fragole bio, il pane e la ricotta di una volta, ed anche dei dolci tradizionali che ancora in pochi fanno con solo acqua farina e miele.

Quindi a casa al ritorno sulla costa jonica (in Calabria in 40 minuti sei a 1300 metri e poi di nuovo al mare se vuoi, nella stessa giornata!) ho portato doni ed ingredienti che contenevano una memoria familiare, in particolare le fragoline che ho degustato in una maniera molto speciale , ma anche la ricotta fresca eppure affumicata che è una rarità e per noi in convalescenza è una delizia ed una cura, in quanto povera di lattosio e non stagionata, quindi povera di istamina e di elementi pro-infiammatori.

Ho lasciato con nostalgia la Sila (solo per un pò….), ma il ritornare e subito cucinare per la famiglia e per mio figlio è stato un tuttuno. Infatti a tavola con Mamma Elda abbiamo ricordato il Nonno Bà attraverso il sapore della ricotta. Proprio ad occhi chiusi…ci sembrava che fosse lì, a tagliarci la pitta della Sila (il nostro pane col buco) per metterci la ricotta dentro, non senza avercene fatto sentire il suo profumo.

Photo by Yan Krukov on Pexels.com

Perchè se è vero che le memorie possono anche fare male, siate certi anche che possono guarire e riportarle alla coscienza pure fa bene, perchè il cervello (lo sapevate?) non distingue tra la realtà oggettiva ed i ricordi rievocati. Ti riporta magicamente lì, a quei momenti, con tutti i benefici!

E se voleste anche ricordare meglio e imparare a cucinare con un attenzione speciale agli ingredienti naturali e buoni per la salute, magari a casa vostra, sapete dove contattarmi!

Sono grata per la natura che mi circonda, il cibo che mi viene donato e per gli innumerevoli inviti a continuare questo mio piccolo progetto di scrittura. Siete stati in tanti a scrivermi e spronarmi e spero che continuiate a farlo perchè ho tante cose da condividere con voi.

Ora avete capito dove e come ho imparato a degustare, e sono certa che ognuno di voi che mi legge ha ricordi simili! Sarebbe bellissimo se voleste iscrivervi al blog , o commentare qui sotto con un vostro ricordo che profumi di una memoria bella.

Fatemela sentire! E’ preziosa per voi, per me e per chi ci legge.

E’ dialogo prezioso e per apprezzare la vita.

Grazie in anticipo e a presto!

Donatella

“SONO UN CAMPO COLTIVATO A MAGGESE”

Dopo il crollo a causa della malattia , ho spesso combattuto per non tornare indietro alla Donatella del passato, seguendo la naturale tendenza della mente a ristabilire l’ equilibrio precedente. 

Niente più funziona come prima ci tengo sempre a ribadirlo, ed in AUTOMATICO invece si cerca il vecchio equilibrio che non è più disponibile.

E’ cambiato il corpo, mancano degli organi, ci hanno messo le mani dentro addirittura. Di me hanno fatto terra bruciata per salvarmi la vita. Ma c’è una memoria che sopravvive ed all’inizio sembra di ascoltare un fantasma di qualcosa che però ha smesso di funzionare.

Sapete? La terra bruciata è quanto di più fertile ci sia. Spesso in agricoltura si lasciano dei campi puliti ma vuoti per un anno almeno (anche due), i campi coltivati a maggese, i campi dell’attesa.

Io sono un campo coltivato a maggese, uno di quei campi aperti, apparentemente spogli, ma che in realtà stanno in attesa per ricostituire l’humus che accoglierà i nuovi semi portati dal vento.

L’evento più inatteso della mia vita ha fatto entrare una meraviglia inaspettata, in cui ho tutto il tempo di ascoltare. In realtà in questo anno e mezzo dal grande cambiamento, io ho potuto solo ascoltare ed osservare, e quando non l’ho fatto mi sono sentita davvero perduta, in quel “durante” in cui non ero, non sono ancora IO.

L’ ascolto ti salva la vita. Nei mesi della diagnosi del tumore spesso ho pensato che se mi fossi ascoltata di più… forse….

Io mi sentivo strana, già qualche mese prima, ma c’era il covid, tanto lavoro in più in studio, pensavo di essere solo stanca. E così era in effetti, ma non mi sono fermata, fino a che il mio corpo non mi ha dato dei segnali chiari. Gli altri erano sempre più importanti di me.

Dopo lo stop forzato e benedetto se non si cambiano le priorità non serve a nulla fermarsi: ed infatti la maggior parte di noi non si ferma.

Occorre una vigilante cura di sè per evitare in gimkane d’amore gli autosabotaggi che tentano di ristabilire il “prima” che non è più funzionale.

Con l’aiuto dei miei terapeuti, del mio “Dream Team” di guarigione, ho lasciato cadere tutti i vecchi progetti,  addirittura il mio vecchio e amatissimo lavoro di psicologa, e mi sono lasciata essere un campo coltivato a maggese, un campo che sa aspettare il nuovo secondo cicli che non dipendono da me (e per fortuna, altrimenti io ci inserirei il mio passato e nulla cambierebbe!).

Devo molto alle mie esperienze nella Natura. Lavorando con Lei per tanti anni, ho ricevuto in dono una certezza: lei ricomincia sempre, e dunque perchè non io? Che come lei sono fatta di terra ed acqua, di corpo e sangue?

Quel campo è nuovo e sconosciuto e finché non si riconosce la sofferenza a cui siamo devoti da sempre, e non la si lascia andare, il nuovo non può entrare .

Come può entrare in campo il Miracolo se non gli lasciamo lo spazio?

Vivere è un levare via ostacoli alla Grazia che tenta di riempire continuamente le nostre vite. Come fanno gli artisti scultori, che per creare levano via materiale che ostacola l’emersione del nuovo.

E gli ostacoli, spesso, siamo noi. 

Vista dall’esterno, è da folli annullare progetti sicuri, così, da un giorno all’altro, eppure è questo che fa un campo coltivato a maggese: fa spazio all’ignoto.

La sfida è resistere alla tentazione dei ricordi del passato: ma da soli è difficile, ci vogliono i “guardiani” e le guardiane” quelli che ti guardano le spalle e ti dicono : non di là Dona, di là si torna indietro….

I guardiani: sorelle e fratelli, compagni di viaggio, terapeuti, amici e amiche e, naturalmente Lei, la Natura.

Un’ altra sfida è FIDARSI di loro. Provare a dire : ok, non vedo non sento non capisco ma mi fido della Vita e di voi.

Per questo quando ieri, alla vigilia di un evento importante per me, sono caduta fisicamente per strada, non mi sono meravigliata affatto. Sono caduta perchè poche ore prima non avevo ascoltato la mia stanchezza e ci ho letteralmente sbattuto la faccia.

Non lo farò più? Oh si che lo farò, ed ogni volta mi amerò più di prima e mi rialzerò, e vi racconterò come ho fatto ad alzarmi di nuovo e ancora di nuovo, mentre mi appoggerò ad un abbraccio per riderci un un pò su magari piangendo. Come ho fatto per strada mentre mi aiutavano.

E lo so che vi pare vi stia confondendo. Ma se guardate bene non è cosi.

Ho scritto 3 articoli che segnano per ora i primi quattro passi nel cammino di rinascita dopo un tumore o un evento inatteso; segnateveli sul diario se volete:

  1. Il Cambiamento che accade solo, paradossalmente, se per manifestarci, decidiamo di non cambiare più nulla
  2. Il diario, il raccontarsi per segnare i passi e mettere i confini al passato che tenta di ritornare
  3. L’ascolto continuo di sè perchè una volta non basta: si affina continuamente come l’orecchio di un musicista
  4. Il levare gli ostacoli scoprendo la bellezza dell’attesa, fermi, senza progettare o seminare nulla, solo per un pò.

Come un campo coltivato a maggese.

Donatella

P.S. : Su questo argomento vi segnalo un libro speciale, piccolo ed intenso: IL GIARDINIERE DELL’ANIMA, di Clarissa Pinkola Estes – Edizioni FRASSINELLI , di cui non ho volutamente inserito citazioni perchè ve lo lascio scoprire da soli.

Armatevi di meraviglia e buona lettura!

VIVITI SENZA PAURA

Sembra facile, ma non lo è.

Quando tutto è cambiato e ti ha spaventato ogni cambiamento che arriva in più prima di essere accolto…..congela…. ci coglie con smarrimento.

Eppure, tutto nella vita cambia ogni secondo: col primo respiro del mattino, con i nostri pensieri, con il cibo che introduciamo, con le buone e le cattive notizie. Non esiste un giorno senza cambiamento. E’ insito nelle nostre cellule, che cambiano con noi e che ci stimolano pure, da dentro.

Una gran quantità di materiale decisamente cui stare dietro…Davvero! Per questo vi racconto come faccio io a stare dietro ai cambiamenti. Come ho evitato di esserne spaventata.

Con la malattia ho capito che non è difficile morire, è difficile vivere, e così ho cominciato a prendere appunti, per conoscermi meglio, per abbracciarmi anche io in questa fase della mia vita, e per mettermi a nudo, in un modo intimo, riservato solo a me.

Per non spaventarmi, io scrivo. Scrivo un diario, anzi più di uno a dire il vero. Mi racconto di me, prendo appunti delle mie emozioni e delle mie paure, le guardo scritte su carta che ballano sotto i miei occhi e, come per incanto, l’ansia connessa a quelle parole svanisce. Non è solo utile per dare un senso esistenziale o spirituale a quello che ci sta accadendo. Gli dà una forma, un contenitore che non è più il mio diaframma bloccato o il mio cuore ballerino.

Scrivere è un balsamo, tanto quanto lo è il leggere. Ti rispecchia ti dà un contatto con te. E sai, è senza questo contatto che si può, davvero, morire.

Scrivere ti fa vedere quel che è. Messe su carta le nostre storie diventano dei confini amorevoli, oltre i quali non si torna più indietro. Se io vedo la mia paura, se la accetto scritta su un foglio di carta, mi spaventa meno. I fogli del diario sono i paletti sui quali appendiamo il cartello: QUESTO MAI PIU…oppure QUESTO LO DESIDERO ANCORA…. o anche…QUESTO LO CERCO E ME LO VADO A PRENDERE…

Io adoro il cartaceo per il mio diario, e sono certa che non sono l’unica. Deve essere abbastanza grande, luminoso, o colorato, a righe o a quadretti non importa. Io li raccolto tutti, sin da quando mio figlio era piccolo, dunque sono 36 anni di quaderni, e sono tutti lì con me. Mi aiutano a non tornare indietro, anche se non li rileggo. Ho fermato lì le paure, le incomprensioni, i dubbi sulla carta e questi hanno smesso di affollare me.

Chi segue Donatella sa che la prima cosa da fare è avere un diario, anche se all’inizio sono in difficoltà davanti al foglio bianco, poi diventa un amico insostituibile. Lo portano sempre in borsa o nella loro cartella di lavoro. Diventa un “ponte” che li collega a se stessi oltre gli impegni della giornata. Li aiuta a non dimenticarsi di avere fiducia di sé e delle loro intuizioni che piano piano emergono vaporose da quelle pagine riempite di getto, ma mai a casaccio. Scrivere lenisce il dolore e colma la distanza tra noi ed i nostri sogni. Che poi se li scriviamo non diventano più veri? Li posso toccare e sentire, li posso coltivare perché ora sono fuori di me, non li posso più nascondere.

In questa fase della mia vita Il diario mi ha aiutato a discernere tra le cose che non voglio più e quelle invece a cui voglio aprire la porta. Poiché la mia guarigione è collegata al mio desiderio di vivere e di donarmi è molto importante che i desideri io li elenchi, li colori, li pensi continuamente in modo che si offrano alle magie delle coincidenze di cui è piena la vita.

Poi può succedere che uno di quei desideri, scritto un pò di tempo fa, subito dopo l’intervento chirurgico sta prendendo forma. Sembra che possa diventare realtà e questo mi ha messo di fronte ad una Donatella che non conosco ancora bene (di questa Donatella che non è più “come prima” ho già scritto nel primo articolo, qui…..https://donatellaponterio.wordpress.com/ ). Che non ha solo paura del nuovo, ma che è intimamente felice di aver amato uno dei suoi desideri, tanto che la sua manifestazione è più importante del risultato. Quale che sarà, e su cui ovviamente vi terrò informati!

Si aprono mille possibilità dunque ed io desidero essere pronta a chiudere un ciclo per viverne un altro. E questo potrò farlo grazie anche ai miei tanti diari, alle persone che mi hanno insegnato a scriverlo e che mi hanno sostenuto nei cambiamenti (terapeuti e non) e che ancora mi sostengono, e grazie anche a voi che mi leggete.

Scrivetemi se vi risuona quello che ho scritto. Scrivetemi se avete un diario o volete incominciarne uno. Troverete tutto qui ed anche sul mio account https://www.instagram.com/donatellaponterio/ e su Facebook che trovate in fondo alle pagine del Blog.

Vi lascio con una citazione che amo molto e che è di uno dei miei maestri, Bert Helliger:

“Ti dirò una cosa riguardo alla felicità. La felicità viene vissuta come pericolosa perchè rende soli. Invece con un problema o con l’infelicità si è in compagnia. I problemi e l’infelicità sono connessi ad una sensazione di innocenza e di fedeltà, mentre la soluzione e la felicità sono connessi ad una sensazione di tradimento e di colpa. Non che la colpa sia ragionevole, eppure viene vissuta come tale. Per questo il passaggio dal problema alla soluzione è così difficile “.

VIVITI SENZA VERGOGNA. ALMENO INIZIA. E scrivi cosa provi……

Grazie per aver letto fin qui, Donatella

Sei pronta a manifestarti?

Questo mi sono chiesta quando ho iniziato a riscrivere il mio blog. All’inizio l’avevo aperto per condividere i miei contenuti come psicologa (il mio vecchio e amato lavoro “di prima). Poi la mia vita nel 2020 è improvvisamente cambiata: sono stata catapultata in un altro pianeta, il pianeta K. Il pianeta K-PAX per l’esattezza,

Mi sono ammalata, nella maniera più grave che potesse capitarmi, ma non senza che questo fosse anche contemporaneamente una “benedizione”, da subito. Sono stata spinta al cambiamento, a 63 anni, presa da un  lavoro molto amato dal 1978 in cui ho sostenuto la crescita di tante persone, tante. Avevo sentito che c’era qualcosa da modificare, ma siccome  sono anche stata addestrata a trasformare il dolore in carburante (spesso mettendo me all’ultimo posto ) non mi sono ascoltata subito e  questa volta non è bastato. E’ arrivato “l’imprevisto”, ed ho dovuto fare un salto. Nel mese di novembre 2020, il 9 per l’esattezza il mio corpo ha dato dei segnali che mi hanno portata in ospedale per accertamenti. Ho dovuto attendere un mese per il responso: era un cancro all’utero. Ma non sono morta dalla paura e nemmeno per il cancro. Sono rinata, ed è questo che sono qui a raccontarvi: desidero condividere come l’ho fatto e come lo faccio (non è ancora finita) trasformando giorno per giorno gli  ingredienti della  mia vita con cui “cucino ” con gioia la mia nuova felicità.

La prima cosa che ho capito è che c’è un prima, un durante ed un dopo il cancro. io sono ancora nel “durante”; ed ho anche compreso che assolutamente nulla può essere più “come prima”. Se sentite qualcuno che vi dice cose del tipo : dai! Riprenditi!…Beh Fermatelo.Perchè non si tratta di riprendersi e tornare come prima.

Non si è mai preparati per un evento simile, per un intervento chirurgico che modifica il tuo corpo e che non può che modificare anche te…..anche se  non necessariamente in peggio.

E’ passato già un anno e mezzo e mi sento ancora intenta ad assimilare gli eventi e a distillarne qualcosa , dandomi tutto il tempo necessario. Nella mia vita, nel mio lavoro,  ho capito che tutti gli esseri possono collaborare alla propria guarigione. Come? scegliendo il giusto CIBO.

Cibus in latino non significa solo alimento, ma anche linfa vitale, nutrimento essenziale. In quel momento della mia vita mancavano tantissimi nutrimenti essenziali oltre al giusto cibo alimentare. Così ho passato in rassegna tutti gli ingredienti della mia vita: famiglia, amici, persone, relazioni, lavoro , alimentazione, natura, spiritualità, sogni.

Vi starete chiedendo…avrà cambiato tutto? No invece , non ho cambiato nulla PER CAMBIARE TUTTO,  però non facendolo io da sola.

Con i miei assurdi programmi per controllare la vita, le mie certezze granitiche, le mie credenze, avrei inquinato il processo di guarigione. Mi sono affidata e fatta supportare (vi racconterò come)  ed ho lasciato andare tutto quello che non potevo più fare…creando così uno spazio dove il nuovo potesse arrivare, uno spazio  dove lo Spirito che “alimenta” il mondo intero e l’intero universo, potesse circolare più liberamente.  E’ stato un levare, iniziando con l’intervento chirurgico all’utero per continuare con tutto quello che non mi rappresentava più e che in qualche modo aveva modificato inconsciamente il mio stato di salute. Un anno e mezzo non basta si, ma ho anche capito che basta un minuto al giorno per guarire. Un minuto di ricerca ed ascolto di ciò che ci dà gioia e non noia. Piccole cose che aprono i grandi spazi. Lo giuro.

Ecco… cercherò di raccontarvi poco a poco i miei piccoli – grandi spazi di apertura e cambiamento con tutti quei “cibi”. Perchè il cibo ti cambia e deve essere buono, ti deve far stare bene, ti deve fare godere. Un minuto per volta, senza fretta e “mettendo le mani in pasta” In tutti i sensi e CON TUTTI I 5 SENSI.

Perchè la paura non l’abbiamo per i momenti bui . L’abbiamo per i momenti belli. La luce va presa a piccole dosi. E la gioia pure. E’ cosi che si “installa” un nuovo file nel nostro cervello straordinario, il nostro hard disk, il nostro Google personale ed unico. Il nostro motore di ricerca per la felicità.

Benvenuti sul mio piccolo blog.

Donatella

“Il sorriso è la preghiera di ringraziamento delle nostre cellule” (dp)

La Pace è dappertutto.

E non é in realtà una cosa così facile da perdere come si pensa. Tante cose ci ricordano che la possiamo toccare ritrovandola.

Per esempio nei bagni di Foresta, con il naso in su in una giornata di vento.

Anche se può sembrare retorico non era una novità!

Il #funzionamento degli #alberi è simile in molte cose al nostro…. E se stiamo bene in mezzo a loro ci sarà pure un motivo.


Lo scambio di ossigeno, la relazione di #rete tra una pianta e l’altra, ed ora anche qualcosa di simile alla pompa cardiaca, come indica uno studio citato nel Link https://bit.ly/2SMJ0OJ


Una delle mie #meditazioni preferite è proprio il guardare dal basso le chiome in movimento anche con poco vento. Un movimento potente che rende perfettamente l’idea di quanto si possa essere possenti con le radici ben profondamente piantate e la cima libera e fluttuante.

È una sensazione portatrice di pace interna e, siccome ci arriva, vuol dire che la riconosciamo come nostra perché ci appartiene.


La #pace non è una cosa astratta ed irraggiungibile.
Ne troviamo i richiami nelle fronde, come nelle onde del mare che hanno ambedue un #ritmo.


Tutto é quella stessa #pulsazione: inspirazione/espirazione, contrazione /rilasciamento.

E a volte fermarsi per guarire e ritrovare quella pace, significa unicamente #riconnettersi…..#felicemente…

In & out : https://bit.ly/2SMJ0OJ

IN VIAGGIO CON SE STESSI

Progettare un viaggio è già vacanza, evoca il confronto con mondi nuovi, e con persone nuove, inclusi noi, visti in un ‘altra prospettiva, fuori dai luoghi delle abitudini quotidiane.

Tutti noi abbiamo bisogno di confrontarci, di avere nuovi contatti : ci aiutano a trovare la verità dentro di ognuno, dato che viviamo la nostra vita in balia di stereotipi, retaggi mentali, tanti messaggi sbagliati ricevuti e copioni di altri.

Ad un certo punto della nostra vita abbiamo bisogno di ricevere informazioni su come comportarci per cambiare, per lasciare le cose che sentiamo non essere vere dentro.

Perchè non si tratta di fortuna, si tratta piuttosto di apertura.

Quando abbiamo la ricettività, il cuore aperto per poter ricevere nuovi messaggi, questi si presentano e, a volte, ti sconvolgono la vita, come un viaggio appunto. O come i “CLICK” del cambiamento.

Arrivano quando meno te li aspetti….

Ad un certo punto si smette di combattere e, magicamente, si inizia a desiderare. Si, quelle cose che si sognano e che non pensi mai possano succedere a te.

Qualche giorno fa, una delle persone che seguo ha detto: <<Hai presente quella parola con cui in certi nostri paesi si usa per rispondere alla domanda come stai? Sai, quando tu chiedi, come stai e ti rispondono : eh …combattiamo…

Ecco, vorrei dirti che ho smesso di combattere, da quando mi hai detto che la felicità è semplice e se non lo è allora è sofferenza camuffata, io non rispondo più “combattiamo”. Affermo con forza un IO NO! con l’aggiunta di un sorriso grande quanto una casa. IO NO! NON PIU’. >>

Avere qualcuno al tuo fianco che ti aiuta, a cui fare domande, che ti faccia da specchio, a volte regala di questi click.

Ad un certo punto vai avanti e scopri di avere dentro tutto un mondo invisibile, costituito dalle forze che ognuno di noi ha dentro, dove è possibile non avere più paura di nulla.

La foto è eloquente, ad un certo punto del nostro “viaggio” dentro e fuori noi stessi, cominci ad avere la certezza di osare, a sentire che certe cose si possono fare.

Dare una aggiustatina ai nostri comportamenti è sempre possibile, fino a scardinare dogmi, liberando sogni.

Quando viaggiamo dentro noi stessi possiamo essere autentici, portiamo con noi i nostri bagagli e quello che vogliamo ricevere e vivere.

Perciò il viaggio non è solo una vacanza, ma una promessa di rinascita, dunque fai bene i tuoi bagagli, lascia i pesi a casa, ricorda che VIENI PRIMA TU e………….parti!!!

Viviamo in un mondo di arrabbiati. ma a volte è solo perchè la gente non si conosce, non sa che si può cambiare, magari lenti a cambiar rotta, si, ma sempre in movimento.

Stiamo CURIOSI mentre viaggiamo!

Aspettiamoci sorprese, come quando si gira l’angolo di una collina in vacanza e si scopre un panorama mozza fiato.

E che il vostro viaggio – vacanza dentro noi stessi e fuori possa mozzarci il fiato questa estate!.

Donatella Ponterio

VIENI PRIMA TU!!

Tempo d’estate e di immersione nella natura per staccare dai tempi lavorativi.

Ecco qualche piccolo accorgimento per vivere bene i tempi di riposo dal lavoro.

1. Lascia l’agenda a casa per il tempo che sei in vacanza: se ti porti dietro i tempi di lavoro stai nel futuro e lasci attivati i centri dello stress.

2. Non preoccuparti di ciò che non hai risolto : se non farai una pausa non potrai essere in forma al tuo ritorno. Tu sei importante quanto e più dei tuoi problemi E VIENI PRIMA!

3. Ricordi quando sei in aereo e dicono come comportarsi in caso di emergenza? Dicono che per aiutare gli altri o i tuoi figli devi indossare la mascherina di ossigeno PRIMA TU. Pensa a ri-ossigenarti in vacanza e potrai essere di aiuto in tutti i tuoi progetti al tuo ritorno.

4. Scegli un posto in mezzo alla natura per ricaricarti a contatto con gli elementi : terra aria acqua e sole e cibo il più naturale possibile.

5. Se già stai seguendo un percorso di sostegno psicologico, porta con te il tuo diario e prendi nota delle sensazioni ed emozioni che il tuo corpo vive quando è a riposo.

Anche io in estate cerco di lavorare meno e mi trasferisco in un luogo incantato dove svolgo le mie attività in natura ed in acqua (http://www.borgopiazza.it), ma puoi sempre contattarmi e prenotare una consulenza via Skype o WhatsApp.

VAI NELLA SEZIONE CONTATTI DI QUESTO SITO IN ALTO A DESTRA!

PENSA A QUESTO…..

In Natura o Online è possibile riconnetteresi con se stessi tramite sessioni di coaching e sostegno psicologico.

La Natura mi ha consentito una migliore evoluzione, un raggiungimento delle più belle parti di me attraverso la ri-connessione con essa.

Assieme alla terra ed agli alberi anche l’Etere fa parte della Natura. Noi condividiamo spazi infiniti di connessione sia visibili che invisibili.

Seguire una persona online, in studio o in natura comporta certo una differenza, ma gli stati di coscienza e molti insegnamenti e supporti sono condivisibili anche a distanza.

Quello che accade in una sessione di sostegno psicologico:

  1. I problemi si lasciano “a terra” prima di iniziare la sessione
  2. il contatto con le parole condivise nella narrazione di sè e con l’Energia Terrestre, creano un campo che distrae da essi e ci riporta in quel nostro “territorio” interno dove esistono solo i nostri migliori pensieri sulle soluzioni da adottare. Lì siamo tutti #felicementeconnessi , sia offline che online. Lì abitiamo la #terradidentro.
  3. il respiro si può ritrovare, praticare ed imparare ovunque: esso potenzia, entra dentro, pulisce, rilassa, spiazza, ci fa conoscere parti di noi sconosciute che pensavamo di aver perso davanti ai problemi
  4. si ri-contattano le energie profondamente nascoste insite nel nostro corpo con le quali aggiungeremo (insieme) passi al nostro nuovo Cammino.
  5. ad ogni parola, ad ogni passo, ad ogni respiro lasciamo una preoccupazione con una nuova fiducia.

Siamo belli, spesso non lo riconosciamo per anni. Si può sempre essere più indipendenti sani e nello stesso tempo sensibili, ad ogni respiro, ad ogni parola, ad ogni passo.

Il nostro corpo è la nostra casa; la nostra casa un santuario di vita, un posto sicuro e caldo dove possiamo espandere il nostro cuore ed osservare la nostra mente senza che interferisca con la nostra vita emotiva.

Da quel territorio sacro possiamo condividere noi stessi in sicurezza, e pure in mezzo al caos possiamo addestrarci alla pace e trasmetterla.

I nostri sintomi i nostri problemi sono segnali sul sentiero: ci indicano dove stiamo “errando, dove aggiustare il tiro, mangiare meglio, pensare meglio, relazionarsi meglio, amarsi meglio.

Sostenuti, non abbiamo più paura di fermarci, cercare ritmi lenti, perchè solo cosi ci possiamo ascoltare e guarire.

La nostra bellezza trascende il tempo: è sempre il momento giusto per esplorarci, ri-trovarla USARLA!

Ad ogni respiro creiamo un mondo. Possiamo essere nuovi ogni giorno.

Ritrova le forze….Cammina con me!

Chiedi informazioni tramite il modulo di contatto o telefonami al +393465833377 per prenotare la tua sessione ONLINE, o in natura presso l’Agriturismo :

https://www.borgopiazza.it/agriturismo/bebandbreakfast/benessere/

Donatella Ponterio – Ecopsicologia e Percorsi di Consapevolezza Mindfulness – Metodo dei Cicli Donne in Cammino (c) – Psicologia Digitale -Consulenze Online.

O scrivi una Email a: donatellaponterio@psicologadigitale.it